Introduzione

Le malattie gengivali sono tra le più diffuse patologie che si possono contrarre in tutto il mondo. Molte persone credono erroneamente che queste siano solo dei problemi minori, che non causano gravi danni, e che possono essere facilmente curati anche da soli a casa. Al contrario le malattie gengivali, principalmente la gengivite e la parodontite, sono delle patologie alle quali se non si presa la giusta attenzione possono portare a gravi problemi, non solo dentali. La differenza tra avere gengive sane e malate è spesso instabile, dato che le gengive sono molto sensibili ai cambiamenti. Mantenere gengive sane è quindi una sfida quotidiana che ognuno di noi deve avere in mente, lavandosi con costanza i denti.

Per prima cosa, le gengiviti e le parodontiti non curate hanno un’unica fine: la caduta del dente. Questo accade perché, con l’aumentare della placca sui denti, la gengiva si ritrae e si riduce al punto che il dente non ha più un supporto che lo avvolge e che lo mantiene ancorato alla mascella e alla mandibola. Il passo successivo è irreversibile: si arriva alla perdita del dente. Il principale ruolo dell’odontoiatra è quello di cercare di mantenere intatto il dente e di conservarne la stabilità, curandolo e restaurandolo quando necessario, ma impegnandosi sempre per evitare la sua caduta. Perdere un dente significa inoltre dover ricorrere a un impianto, una soluzione sempre possibile ma ovviamente più costosa rispetto a delle normali cure dentali. Per questo motivo l’impegno del dentista è sempre quello della prevenzione e della cura, per fare in modo che i denti si deteriorino quanto meno possibile e la necessità di un impianto si allontani negli anni, o che non sia mai necessaria. Quindi cosa fare per avere gengive sane: non saltare le visite di routine dal dentista è un’ottima soluzione, che vi farà risparmiare tempo, denaro e dolori inutili, continuando a mantenere gengive sane.

Avere delle gengive sane e impedire che si sviluppino gengiviti e parodontiti è anche un ottimo modo per evitare un gran numero di malattie, collegate a queste patologie. Negli ultimissimi anni sono stati compiuti diversi studi, che stanno cercando di confermare come molte delle principali malattie che colpiscono l’uomo, tra cui le complicazioni cardiovascolari, il diabete, il cancro e la demenza, siano collegate alla parodontite. Queste malattie, definite nel mondo scientifico sotto l’appellativo di “malattie non trasmissibili”, dato che non sono patologie che si trasmettono direttamente da una persona all’altra, né sono malattie ereditarie, sono le responsabili della maggioranza dei decessi al mondo. La differenza tra gengive sane e malate non è quindi solo relativa a qualche fastidio in bocca, ma può colpire tutto il corpo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che solo queste patologie insieme sono la principale causa del 70% delle morti mondiali, e il dato è in aumento. Questo avviene a causa di quattro grandi mali del nostro secolo: l’abuso di tabacco (in tutte le sue forme, anche le sigarette elettroniche), la sedentarietà e la poca attività fisica, l’assunzione troppo continua di alcolici e infine le diete scorrette.

Cosa fare per avere gengive sane: la cura e la prevenzione della parodontite non può far altro che aiutarci a combattere l’insorgenza di queste patologie ben più gravi. Lavarsi i denti due volte al giorno e recarsi alle visite odontoiatriche sono pratiche molto semplici, poco invasive, dai costi ridottissimi: ora sappiamo che possono anche prevenire l’insorgenza di malattie che portano nei casi più gravi alla morte. Anche senza spingerci verso queste situazioni estreme, possiamo aggiungere anche un fattore estetico che differenzia gengive sane e malate. Il colore gengive sane sarà infatti roseo e naturale, al contrario se queste fossero malate diventeranno molto gonfie e rosse, creando un evidente difetto estetico. Mantenere gengive sane è quindi una necessità anche per continuare a sorridere senza aver paura di mostrare le proprie gengive.

Gengive sane e gengivite

Tra le più comuni minacce alle gengive sane abbiamo la gengivite, cioè l’infiammazione delle gengive e il conseguente dolore quando queste sono toccate. Chi soffre di gengivite sarà molto più sensibile alle sensazioni di caldo e di freddo, date sia dai cibi che dalle bevande ingerite. Se il colore gengive sane è roseo, la gengivite aumenterà l’afflusso di sangue, rendendole molto più rosse.

La sensazione di dolore e di grande sensibilità gengivale non deve essere confusa con la sensibilità dentale, data dall’erosione dello smalto che protegge i denti. Per quanto la sensibilità dentale e quella gengivale possono coesistere, i sintomi e la cura per queste due patologie sono diverse. Sarà comunque compito dell’odontoiatra capire l’origine del dolore. È sempre bene quindi recarsi dal proprio dentista ed evitare facili, quanto spesso sbagliate, auto diagnosi, che possono portare a delle scelte che possono peggiorare la salute orale e la malattia in corso.

Cosa fare per avere gengive sane: la gengivite, se non curata subito, via via peggiorerà, e il Paziente vedrà le sue gengive più gonfie e arrossate, la possibilità di vedere residui di sangue quando si lava i denti, e un diffuso dolore sulle gengive. A questi sintomi è spesso accomunato anche un cattivo sapore in bocca, che può portare a sviluppare l’alitosi.

Gengive sane e parodontite

Il Paziente che non curasse la propria salute orale, non si recasse dal dentista con costanza e con le visite cicliche, e che in generale non si lavasse i denti, avrà molte possibilità di sviluppare la parodontite. Questa patologia è quasi sempre una complicazione della gengivite, che se non è curata per tempo peggiorerà.

Esiste una differenza tra la gengivite e la parodontite, ed è quella per cui la parodontite avviene quando si formano delle fessure tra il dente e la gengiva che la dovrebbe ricoprire. Queste si chiamano in termini medici “tasche parodontali”, e possono essere viste infatti come delle tasche, dove i batteri si inseriscono più facilmente, protetti dalla gengiva ma a contatto ancor più diretto con il dente. Le tasche parodontali si formano per via della riduzione della gengiva, che via via si ritrae con il progredire della malattia e l’aumento della placca. Mantenere gengive sane è una pratica che è facilmente affrontabile se ci si lava con costanza i denti, eliminando sempre la placca in eccesso che in ogni momento si deposita sul dente.

La parodontite condivide con la gengivite la gran parte dei sintomi: gengive arrossate e gonfie, sanguinamento gengivale (più accentuato), cattivo sapore in bocca, alitosi e sensibilità gengivale. La parodontite è però un peggioramento della gengivite, e quindi avremo una maggiore ritrazione delle gengive, che porterà i denti ad essere meno stabili ed ancorati alla gengiva. Con il passare del tempo e l’intensificazione dei sintomi, il Paziente comincerà a notare degli spazi più accentuati tra i denti, fino a quando non ci sarà una mobilità dei denti. Nei casi peggiori di parodontite non curata il Paziente perderà uno o più denti.

Ancor più della gengivite, la parodontite deve essere confermata e curata da un odontoiatra. Se per qualsiasi motivo non ci si è potuti recare da un dentista prima, è sempre bene cercare di farlo prima che la situazione sia irreversibile: i professionisti di SST Clinica Odontoiatrica potranno aiutarvi, e curare la vostra parodontite, sia con una serie di indicazioni di cure da fare a casa, sia con interventi di pulizia profonda e cura della parodontite, da sostenersi in Clinica. Vogliamo ricordare infatti come la parodontite non è una malattia che può essere curata a casa, semplicemente riprendendo a lavarsi i denti. Al contrario, molti Pazienti, impauriti da questa situazione, sfregano con più forza gli spazzolini sulle gengive già gonfie ed infiammate, creando più danni che benefici. Solo un odontoiatra, con le conoscenze e gli strumenti adatti, può eliminare le tasche parodontali e indicarvi il corretto modo per continuare le cure a casa.

Uno dei problemi principali della parodontite è il fatto che possa essere asintomatica. Così come per la carie, che dopo un primo periodo di dolore non dà più sintomi, anche la parodontite può non avere dei sintomi dolorosi per il Paziente. Questo farà in modo però che il Paziente non se ne renda conto, e che la sua patologia peggiori molto prima che possa rendersene conto. Per questo motivo la soluzione migliore è sempre quella della prevenzione orale: sia quella quotidiana, da farsi tutti i giorni a casa, sia quella professionale, recandosi alle visite dentistiche concordate due volte l’anno.

Colore gengive sane ed estetica dentale

Quando una persona pensa a un bel sorriso, probabilmente le prime immagini che le vengono alla mente sono i denti bianchi e dritti e le labbra carnose. Ma per rendere un sorriso perfetto è necessario anche un terzo attore: le gengive.

Sono stati compiuti diversi studi sull’estetica dentale e sul sorriso, che hanno confermato come le persone con un bel sorriso sono maggiormente considerate dagli altri, hanno più successo negli ambienti sociali e inoltre sono più sicure di loro stesse. Oltre ai denti lucenti e alle labbra voluminose, le gengive sono state studiate come parte del sorriso perfetto: devono essere infatti rosee e poco visibili, non oltre qualche millimetro. Il colore gengive sane è quindi molto importante nella cornice generale del nostro volto, e traccia una linea di divisione tra gengive sane e malate.

Per questo motivo tenere sotto controllo la propria salute orale, e quindi mantenere il colore gengive sane è un ottimo modo per curare la propria estetica ed essere considerate delle persone belle, sane e sicure di sé.

Parodontite: quali malattie provoca?

La parodontite non provoca solo delle semplici e risolvibili malattie, come l’arrossamento delle gengive o l’alitosi, ma è stata collegata a diverse altre patologie, alcune delle quali molto gravi e mortali. Come spiegato nell’introduzione, è in corso un nuovo ciclo di studi, iniziato pochissimi anni fa, che sta cercando di capire quali e quante malattie possono essere in parte causate anche dalla parodontite. Ad oggi sono 57 le patologie che hanno in comune la parodontite, alcune delle quali causate dalla parodontite, altre invece in peggioramento quando è presente anche la parodontite. È stato stimato come solo per l’anno 2016 più di un terzo di tutte le ricerche cliniche riguardanti la parodontite sono state svolte per capire il rapporto tra la parodontite e le malattie sistemiche, cioè quelle che si estendono a tutto l’organismo. Inoltre, analizzando gli anni 1945-2012 e gli anni 2010-2020, gli studi più importanti e maggiormente citati nel mondo della medicina odontoiatrica sono sempre stati relativi alle gengive e alle malattie parodontali. È chiaro che all’interno del mondo scientifico analizzare la differenza tra gengive sane e malate è diventata una meta di enorme importanza.

Molte delle ricerche scientifiche sono ancora in corso, ma l’aumento progressivo degli studi e la quantità di Pazienti analizzati porta molti scienziati a ritenere sempre più plausibile il collegamento tra diverse patologie gravi e la parodontite. Per quanto questi studi non hanno ricevuto ancora una conferma da parte di tutta la comunità scientifica, l’atteggiamento che i Pazienti devono mantenere è quello di non sottovalutare la parodontite. È importante quindi comunicare al proprio medico, nel caso in cui si scoprisse di essere affetti anche da altre patologie, la presenza della parodontite. Lo stesso atteggiamento sarà tenuto dall’odontoiatra, che possiede la scheda anamnestica del Paziente.

Parodontite e malattie cardiovascolari

Più di un terzo di tutte le morti in Italia sono causate dalle malattie cardiovascolari, che colpiscono ancora in maniera pesante la salute della popolazione italiana. Tra le sue diverse complicazioni, anche il rapporto tra gengive sane e malate si lega alle malattie del cuore.

Alcuni studi degli ultimi anni hanno guardato con sempre maggiore interesse al rapporto tra lo sviluppo della parodontite e queste malattie, ritrovando la parodontite in molti Pazienti affetti da questi problemi cardiovascolari, indipendentemente dal paese di origine. La presenza della malattia della parodontite ha fatto aumentare di più del 100% le possibilità di sviluppo di malattie cardiovascolari, rendendo quindi questa patologia molto più critica di quanto non si pensasse in passato. Con malattie cardiovascolari legate alla parodontite parliamo di ipertensione, infarto miocardico acuto, insufficienza cardiaca e ictus.

È quindi sempre bene curare la parodontite per prevenire le malattie cardiovascolari? A questo punto le ricerche scientifiche si dividono: se alcune ritengono che possa essere un bene, altre differiscono. Infatti alcuni studi ritengono che a seguito degli interventi di cura della parodontite, il Paziente possa subire nelle ore e il giorno successivi un aumento transitorio dell’infiammazione. Questo è normale, dato che a seguito di un qualsiasi intervento chirurgico il Paziente subirà un certo grado di dolore, che con il passare delle ore e dei giorni si attenuerà fino a scomparire. Alcuni ritengono che questo possa essere un rischio, seppur temporaneo e limitato nel tempo, per la salute del Paziente che già subisce delle patologie cardiache.

Va comunque considerata la più grande mole di studi che confermano come la prevenzione e la cura della parodontite possa attenuare ed allontanare le possibilità che i Pazienti incappino in problemi cardiovascolari. Da parte nostra, come professionisti di SST Clinica Odontoiatrica, valuteremo sempre ogni singolo nostro Paziente, attuando la migliore cura odontoiatrica in base alle sue necessità e parametri vitali.

Parodontite e diabete

Differentemente dalle malattie cardiovascolari, siamo certi che esista un rapporto tra la parodontite e il diabete.

In questo caso possiamo indicare che i Pazienti diabetici hanno molte più possibilità di essere successivamente affetti anche dalla parodontite, soprattutto se il diabete è poco controllato.

Allo stesso tempo curare la parodontite sembra aiutare gli stessi Pazienti diabetici: oltre a risolvere una malattia orale, diminuisce le percentuali di zuccheri nel sangue, riducendo quindi gli effetti collaterali del diabete.

Parodontite e cancro

Sempre più pubblicazioni scientifiche trovano delle correlazioni tra i Pazienti che sono affetti dalla parodontite e lo sviluppo del cancro, soprattutto se ci focalizziamo sui cancri orali.

Gli studi devono ancora continuare, ma la parodontite, soprattutto quando non curata, crea un ambiente molto favorevole allo sviluppo dei batteri, oltre che produrre una infiammazione che con il passare del tempo diventa cronica. La parodontite è una malattia che diventa via via più aggressiva, e quindi è possibile che questa provochi anche altre malattie, come per l’appunto un tumore maligno.

Inoltre, è stato considerato come spesso i Pazienti che sono affetti da una parodontite cronica e non hanno le possibilità o le intenzioni di curarla sono in molti casi anche dipendenti dal tabacco e assumono quantità eccessive di alcolici. Questo è dato anche da un fattore di carattere psicologico e psicosomatico: sapere di avere questo problema rende il Paziente meno sicuro di sé e lo porta a cercare dei meccanismi di difesa, che spesso sfociano nell’abuso di sostanze. Il fumo di sigaretta e l’alcool sono una delle principali cause sia dell’aumento della gravità della parodontite, sia dello sviluppo successivo del cancro orale.

Parodontite e obesità

I Pazienti che soffrono di obesità, una patologia in aumento in tutto il mondo negli ultimi anni, corrono una serie di rischi legati alla loro salute. Oltre ai più comuni e conosciuti problemi che l’obesità provoca, sono stati osservati anche diversi collegamenti tra l’obesità e la parodontite.

Obesità e parodontite, oltre ad essere legate tra loro, portano il Paziente ad un aumento degli zuccheri nel sangue e della pressione arteriosa. L’obesità e la parodontite sono quindi a loro volta una delle possibili cause del diabete nel Paziente obeso, oltre che essere un campanello d’allarme per problemi cardiovascolari.

Parodontite e demenza

Come per altre patologie, anche il rapporto tra la parodontite e la demenza, similmente ad altre malattie neurodegenerative, non è ancora sicuro. Gli studi negli ultimi anni sono però aumentati, e sempre più ricerche tendono ad affermare che esista una correlazione tra le due patologie.

Sfortunatamente ad oggi non sono ancora sicure le cause che portano una persona a sviluppare la demenza, che nella maggior parte dei casi si risolve nella forma più famosa, il morbo di Alzheimer. Per quello che la scienza conosce, una delle possibili cause scatenanti, che sembra essere tra le più importanti, è l’infiammazione. I Pazienti affetti da parodontite hanno quindi maggiori possibilità di sviluppare anche queste malattie neurodegerative, come il deterioramento cognitivo. La motivazione è da ricercarsi nella quantità di infiammazione: più è grave la parodontite, più sono profonde le tasche parodontali, dove i batteri si annidano e dove appare più pulsante l’infiammazione.

Inoltre, va considerato che tutti i Pazienti che già sono affetti da malattie neurodegerative hanno sempre più difficoltà ad essere autonomi nelle azioni. Questo porta ovviamente a un deterioramento della propria salute e dell’igiene orale personale, che può essere dimenticata dal Paziente. Questo in seconda battuta può ulteriormente portare alla parodontite e altre malattie orali.

Parodontite e stress

Come indicato all’interno del paragrafo dove abbiamo parlato dei rapporti tra la parodontite e lo sviluppo dei cancri orali, va considerato tutto un aspetto psicologico dello sviluppo della parodontite. I Pazienti che sono affetti da un qualsiasi problema dentale, spesso hanno paura a parlarne e recarsi dal dentista. Il problema può essere certamente quello dell’odontofobia, ma molte volte si pensa solo a sottovalutare il problema e posticipare le cure.

Al contrario, il Paziente informato sa bene che recarsi ciclicamente dal dentista (circa due volte l’anno, a meno che non ci siano problemi più specifici da dover affrontare durante visite apposite) e lavarsi i denti con costanza è una pratica molto più semplice, meno dolorosa e meno costosa che aspettare. Chi, per qualsiasi motivo, posticipa e ritarda le sue visite dentistiche, renderà solo più lungo il processo di guarigione, a discapito dell’aumento di costi e di fastidio diffuso per le pratiche cliniche.

I Pazienti che non si recano dal dentista, per quanto nella maggior parte dei casi conoscono il loro problema, o perlomeno si sono resi conto di avere qualcosa che non va in bocca, tendono a ripiegare su se stessi. La psicologia studia questi meccanismi, chiamandoli “meccanismo di coping”: il Paziente, per evitare di riflettere su un qualsiasi problema ed affrontarlo, preferisce seppellirlo utilizzando dei surrogati, che gli danno un piacere temporaneo. In cima a questi metodi troviamo l’uso e l’abuso di alcool e tabacco, che come abbiamo detto sono una delle più facili cause di sviluppo di molte malattie, sia orali che del resto del corpo, e anche della parodontite.

Il Paziente ora si trova in un circolo vizioso di stress, dal quale è sempre più difficile uscire: l’aumento dell’utilizzo di sostanze lo rende più nervoso e stressato, e aumentano con quello anche i problemi orali. Il Paziente se ne rende conto, ma non vuole e non riesce più ad affrontare il problema, allontanandolo ancora di più da sé e peggiorandolo. La soluzione migliore è sempre quella di prendere coraggio e presentarsi dal dentista: il nostro ruolo è quello di curarvi, non certamente di giudicarvi. Sapremo trovare insieme il miglior modo per affrontare le cure odontoiatriche e indicarvi quali sono le pratiche da seguire e quali invece da abbandonare, per poter riottenere una bocca sana e il colore gengive sane.

Parodontite e farmaci

È consolidata la conoscenza per cui molti farmaci hanno degli effetti collaterali anche sulla salute orale, e nello specifico nei riguardi delle gengive. Con il passare degli anni ogni persona assume un numero maggiore di farmaci, arrivando ad assumere anche cinque o più farmaci ogni giorno. Oltre ai più comuni problemi renali che questa assunzione continua di farmaci comporta, esistono anche degli effetti che coinvolgono la bocca, e aiutano lo sviluppo della parodontite.

Farmaci e gonfiore delle gengive

Una delle più comuni conseguenze dell’utilizzo di alcuni medicinali è l’ingrossamento e il gonfiore delle gengive. Questa situazione può avvenire dopo qualche settimana dall’inizio dell’utilizzo del farmaco, e può essere associata anche a un aumento della placca sullo smalto dei denti.

I Pazienti che dovessero assumere i farmaci che riportiamo nella lista seguente dovranno quindi essere maggiormente costanti nella loro igiene orale quotidiana, e fare sapere al proprio odontoiatra se assumono questi prodotti. In caso contrario, è molto più probabile che i Pazienti sviluppino malattie orali, tra cui anche la parodontite, dato che le gengive sono le prime ad essere interessate dagli effetti collaterali dei principi attivi di questi medicinali.

I farmaci che più facilmente sono responsabili del gonfiore gengivale sono:

  • Fenitoina (farmaco anti epilettico)
  • Ciclosporina (farmaco per evitare il rigetto degli organi dopo il trapianto)
  • Farmaci contro l’ipertensione

Parodontite e pillola anticoncezionale

La salute orale della donna segue sempre i mutamenti ormonali, sia in occasione del ciclo mestruale, ma anche durante la gravidanza. I contraccettivi orali, la cosiddetta pillola anticoncezionale, a sua volta modificano il normale comportamento ormonale, e quindi fanno sì che la Paziente possa subire un aumento del gonfiore gengivale e corrispondente sanguinamento delle gengive.

I problemi gengivali nelle donne, soprattutto in gravidanza, non finiscono qui: la parodontite può essere un grave problema che rischia di mettere in pericolo la salute non solo della madre ma anche del suo feto.

Vitamine per gengive sane

Tutti conoscono la famosa espressione “portare le arance in carcere a qualcuno”. Questo detto, che oggi ha quasi sempre solo una dicitura ironica, diversi anni fa era molto più vero e utile di quanto si possa pensare oggi. Le arance sono infatti comunemente note per essere una grande fonte di fibre e vitamina C, e molti anni fa le diete dei prigionieri erano molto povere di alimenti freschi. Questo portava molti di loro a sviluppare malattie, come per esempio lo scorbuto (una patologia che venne riscontrata per prima nei marinai del 1700).

Queste malattie avvengono per una diffusa e prolungata assenza di vitamine, che colpiscono diverse parte del corpo, tra cui anche le gengive. Per quanto oggi sia molto più difficile che una persona sia colpita da queste malattie, è facile che una dieta scorretta, che non prenda in considerazione abbastanza vitamine, possa far peggiorare la salute della bocca e delle gengive del Paziente. Le vitamine per gengive sane che più dovrebbero essere assunte sono queste:

  • Vitamina C, presente in molti alimenti freschi, come arance, limoni, pomodori, peperoni etc… La vitamina C si assume più facilmente se questi alimenti non sono cotti.
  • Vitamina D, più difficile da trovare nel cibo che mangiamo, ma contenuta in alcuni pesci, latte, uova.
  • Vitamine del gruppo B, presenti in molte carni, legumi, uova, funghi, arachidi.

Il Paziente che assume una dieta bilanciata, non dimenticandosi mai di mangiare il giusto numero di verdure crude, non avrà problemi con le gengive. Le vitamine per gengive sane sono presenti in tantissimi alimenti, bisogna quindi preoccuparsi prima di tenere i denti puliti e non eccedere con alcolici e tabacco.

 

 

Bibliografia e note

 

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