impianto dentale

Introduzione

Sempre più persone ricorrono agli impianti dentali, considerati ormai da tutti come dei dispositivi il cui rapporto qualità/prezzo è preferibile rispetto alle semplici dentiere. Gli impianti dentali riproducono fedelmente le stesse funzioni di un dente vitale, con tutte le sue caratteristiche e i vantaggi, rispetto a chi ha perso uno o più denti. Infatti la perdita di un dente è un evento assolutamente traumatico per il futuro del Paziente: per quanto all’inizio magari non ce ne si renda conto, la stabilità della bocca e di molti dei suoi ruoli passa principalmente dalla presenza di questi organi durissimi, appunto i denti. Il Paziente che per diversi motivi non dovesse più avere uno o più denti sosterrà una serie di problemi, legati alla respirazione, al mangiare, alla sua estetica dentale e anche al riposo e al sonno. La scelta di farsi inserire un impianto dentale fisso avviene quando il Paziente si rende conto che non avere uno o più denti in bocca ha reso più difficile parlare ed esprimere correttamente le parole, dato che senza la giusta combinazione di lingua, denti e palato le parole saranno meno semplici da esprimere. Considerato che i denti che più facilmente possono cadere sono i denti incisivi e primi molari, quindi i denti più frontali e visibili, le difficoltà riguarderanno tutte quelle attività con le quali questi denti sono utilizzati. Dunque, sarà più difficile al Paziente mangiare correttamente, avendo meno denti per incidere e tagliare i cibi più duri, e come indicato prima ci sono diverse complicazioni durante il riposo e il sonno. I denti infatti sono necessari per il respiro durante la notte, quando il corpo limita al massimo le sue attività e i muscoli si riposano. I Pazienti che hanno perso uno o più denti potrebbero sviluppare una serie di disturbi del sonno, tra i più famosi abbiamo l’apnea ostruttiva del sonno (AOS), che non permette la corretta respirazione durante il riposo.

Quali impianti dentali esistono

La pulizia degli impianti dentali deve seguire due vie: per prima, la pulizia dell’impianto nei giorni successivi all’intervento chirurgico, e successivamente la pulizia negli anni dopo l’intervento. Nei giorni dopo che l’impianto è stato correttamente inserito nella bocca del Paziente, è bene essere molto leggeri con lo spazzolamento dei denti. Bisogna utilizzare spazzolini da denti manuali e non elettrici (46B), con testine morbide, e spazzolare con attenzione e non troppo energicamente nella zona dell’impianto. Dopo che il dolore sarà scomparso, e l’impianto risulterà stabile e la ferita rimarginata, il Paziente può tornare alla sua normale vita e ritmi di igiene orale, considerando che deve continuare a lavarsi i denti tutti i giorni, almeno due volte al giorno. Può tornare ad utilizzare lo spazzolino da denti che preferisce. Le complicazioni post intervento, date dalla scarsa igiene orale personale, sono tutt’oggi un problema diffuso nei Pazienti che hanno degli impianti. Per questo motivo è bene che tutti i denti siano sempre puliti, e la zona dell’impianto lo sia anche di più. Il nuovo dente deve essere pulito esattamente come tutti gli altri, per quanto questo per ovvi motivi non potrà mai cariarsi, ma i residui di cibo e gli zuccheri si depositeranno comunque sulla sua superficie. Il punto che in assoluto va tenuto più pulito è il colletto dentale, cioè la zona della gengiva che tocca il dente: come indicavamo all’inizio di questo articolo, quel punto è chiamato “sigillo microbico”, cioè la parte viva della gengiva che deve proteggere l’impianto ed evitare che i batteri possano penetrare.

Impianto a carico immediato

L’impianto a carico immediato è una tipologia di impianto dentale per il quale è presente una connessione tra l’osso vivente e la superficie dell’impianto subito dopo l’intervento chirurgico. Questa tipologia di impianto è definita anche come monofasica, dato che serve solo un intervento. Tra i vantaggi che un impianto a carico immediato possiede si elencano:

  • Ridotta componentistica: l’impianto è composto da un unico componente.
  • Eliminazione di un punto critico: essendo composto da un solo pezzo, non c’è la possibilità che si rompa, cosa che può raramente accadere negli impianti composti da due pezzi.
  • Singola procedura chirurgica da eseguire: gli impianti a carico immediato sono più veloci da inserire sul Paziente, l’intervento prevede solo una seduta in poltrona.

 

Impianto osteointegrato

L’impianto osteointegrato, al contrario del primo, appare con una connessione tra l’osso vivente e la superficie di impianto in un primo momento, e dopo un periodo si procederà con l’inserimento di un moncone e infine della corona protesica, cioè il nuovo dente visibile del Paziente. In questo caso parliamo di un impianto bifasico, essendo due gli interventi chirurgici necessari. In questo caso l’ impianto dentale costo varia in base ai tre componenti utilizzati, che hanno costi variabili. Si sceglie di procedere con un impianto osteointegrato considerando questi benefici:

  • Sicurezza dell’osteointegrazione: in questo secondo caso l’odontoiatra sarà certo che la base dell’impianto si sia alloggiata correttamente all’interno dell’osso che dovrà sostenerlo, senza paura che possa essere rigettato.
  • Più possibilità di lavorare con l’angolazione del dente, considerando il punto dove l’impianto è stato inserito.
  • La procedura chirurgica è più semplice, ed è anche quella maggiormente utilizzata in ambito odontoiatrico.

 

Quando è necessario un impianto dentale

L’impianto dentale può essere inserito in tutti quei momenti dove mancano uno o più denti al Paziente, con impianti dentali anche per un solo dente o un impianto dentale completo. Le possibilità per un Paziente di perdere i denti sono diversi, dati sia da alcune malattie che colpiscono i denti stessi, oppure malattie che interessano le gengive. Quando queste saranno troppo deboli e ci sarà stata una recessione gengivale molto estesa, i denti cadranno. Le cause di perdita di un dente possono però riguardare anche altre malattie dell’organismo, che hanno un collegamento diretto con la salute della bocca. Spesso un Paziente può scoprire di avere una patologia molto grave, solo dopo essersi fatto visitare da un dentista e aver saputo di subire anche un problema dentale o gengivale. Una delle cause più frequenti di perdita di un dente avviene a seguito di traumi: questi possono capitare ad ogni età, ma i bambini sono più frequentemente interessati da questo fenomeno. Il problema è minore finché si parla di denti da latte, ma se il trauma avviene su un dente permanente il rischio è maggiore. Infine esistono delle cause per cui i denti non crescono mai, e il bambino e il futuro adulto non avranno mai uno o più denti, perché il germe dentale non si è mai formato o è morto prima che potesse crescere.

Carie e impianto dentale

Le carie sono una delle più comuni patologie dentarie che possono presentarsi in un Paziente. Colpiscono principalmente i bambini, ma ovviamente sono ben presenti anche nella popolazione adulta. Una carie non curata può portare il dente a dover essere estratto, se i batteri che la provocano saranno stati in grado di penetrare tanto a fondo il dente da condizionare la sua stabilità. Questa possibilità è comunque più rara, e può accadere in quei casi in cui il Paziente non si recasse per anni dal dentista, nel frattempo che la carie continuasse a scavare la polpa del dente. Di certo è una possibilità che può accadere maggiormente in quei Pazienti che non si recano mai dal dentista per via di una fortissima odontofobia. Certamente, per quanto le visite dentistiche possano essere viste in maniera negativa dal Paziente, saranno sempre tutte più semplici, meno dolorose e più economiche rispetto ad aspettare e arrivare a capire quale sia un impianto dentale costo. Le carie possono portare il dente a cadere o a dover essere estratto dal dentista anche nei casi di carie radicolari, chiamate anche carie secondarie. Se le forme più comuni e conosciute di carie interessano la corona del dente, iniziando quindi a intaccare il dente dall’alto e cercando di raggiungere la radice del dente, questo secondo tipo di carie si concentra da subito sulle radici del dente. La possibilità di sviluppare delle carie radicolari avviene in quei Pazienti che hanno le gengive molto ritirate, per via di altre patologie orali, e che hanno quindi lasciato scoperte le radici dei denti. In ogni caso, prima di procedere con un’estrazione del dente cariato e l’inserimento di un impianto dentale, il dentista valuterà attentamente se prima non sia possibile salvaguardare la stabilità del dente, rimuovendo tutta la parte cariata e ricostruendo il dente. La scelta di estrarre un dente è sempre l’ultima possibilità che si prende, in assenza di qualsiasi altra decisione attuabile. Inoltre, prima di impiantare un nuovo dispositivo, è necessario attendere che tutta l’area sia stata pulita e non ci siano le possibilità di un ritorno di infiammazioni o infezioni, che precluderebbero il buon esito di un impianto dentale.

Parodontite e impianto dentale

La più importante causa di perdita dei denti è la parodontite, cioè la grave infiammazione e infezione della gengiva e del parodonto. A differenza della gengivite, che è la sua forma più blanda e che può essere curata anche a casa, la parodontite è una malattia gengivale seria e che va subito presa in cura da parte di un odontoiatra. Con la parodontite le gengive cominceranno ad essere molto gonfie e doloranti, oltre che arrossate e sanguinanti. Dopo un primo periodo nel quale al Paziente sembrerà che le gengive siano aumentate in grandezza, inizierà il vero processo della parodontite, cioè la recessione gengivale. Le gengive dunque cominceranno a diventare sempre più piccole e meno aderenti, nel frattempo che aumenterà la profondità delle tasche parodontali. Queste ultime sono delle fessure che si creano tra il dente e la gengiva, e sono colme di batteri della parodontite. Se non curata, la parodontite porterà a una minore aderenza della gengiva e dell’osso alveolare ai suoi denti, fino a quando questi non cadranno, perché non più sostenuti da nulla. Il rischio di perdere i denti a causa della parodontite è molto alto, e le cause per le quali la parodontite si scatena sono varie, causate da altre malattie dentali, dall’uso di farmaci, da malattie dell’organismo. A sua volta, la parodontite è una malattia che può portare il Paziente a sviluppare altri mali, spesso molto più gravi e in alcuni casi mortali, se non subito intercettati e curati. Prima che il dente possa cadere, e quindi prima che si renda necessario l’intervento chirurgico per l’inserimento di un impianto dentale, il dentista si adopererà per una cura profonda della parodontite. Oltre a una serie di sedute alla poltrona più serrate nel tempo, e a una rimozione fisica della parte infetta della gengiva, attività che saranno a capo dell’odontoiatra, anche il Paziente potrà fare la sua parte. Dietro indicazione del suo medico, potrà acquistare specifici spazzolini da denti per massaggiare le gengive, oltre che dentifrici adatti alla cura della parodontite e colluttori con una percentuale presente di clorexidina. Per curare la parodontite il Paziente deve seguire pedissequamente le indicazioni del suo odontoiatra: spazzolarsi sempre i denti, non eccedere con gli alcolici, non fumare. Questo non riguarda solo le sigarette tradizionali, ma anche le sigarette IQOS® e le sigarette elettroniche, dato che tutte e tre possiedono diverse percentuali di nicotina, la sostanza che più di tutte distrugge la gengiva.

Traumi e impianto e dentale

Un Paziente può subire dei traumi dentali durante tutta la sua vita, e nella maggior parte dei casi non può prevenire questo evento negativo per i suoi denti. Esistono però delle situazioni dove la possibilità che i denti si scheggino, si fratturino o cadano del tutto, sono più alte del normale. Conoscerle può aiutare ad evitarle e prevenirle. Buona parte dei traumi dentali non sono in grado di rompere e far cadere completamente il dente, dunque in molti casi si può evitare di dover arrivare a decidere per un impianto dentale. Esistono delle soluzioni più semplici e meno onerose dell’impianto dentale costo, come la ricostruzione parziale del dente o l’apposizione di faccette dentali. Addirittura se il Paziente riesce ad essere fortunato e veloce, può portare il dente appena caduto dal dentista nelle ore successive all’evento traumatico: ci sono possibilità di reinserire il dente. Per farlo è necessario però che il dente sia trasportato dentro a del latte, a una soluzione di acqua fisiologica o tenuto in bocca a contatto con la saliva. I traumi dentali veri e propri possono avvenire più facilmente nei Pazienti più piccoli, i bambini infatti sono notoriamente meno attenti e più spericolati quando giocano con i loro amici. Similmente le persone hanno percentuali molto più alte di traumi dentali quando praticano sport da contatto, soprattutto se in forma agonistica. Infine, sono stati registrati molti casi di traumi dentali (principalmente fratture e scheggiature) nei Pazienti che indossano dei piercing dentali.

Dente non cresce e impianto dentale

L’agenesia dentale è la patologia per la quale il dente non crescerà mai, perché il germe dentale non ha avuto modo di formarsi. Le motivazioni possono essere varie, sia per via di malattie che per una malformazione genetica. Se il dente che non si forma non è più un dente da latte, un dente deciduo, ma è invece un dente permanente, questo potrebbe essere stato causato da un trauma dentale precedente. Per questo motivo è sempre bene non sottovalutare i traumi dentali dei bambini: se un dente da latte cade prima del tempo bisogna comunque andare a far controllare il bambino, per evitare complicazioni con il dente permanente successivo. Nel caso in cui il dente non si formasse, potrebbero crearsi diversi problemi, sia di natura medica che prettamente estetica. I denti adiacenti, che al contrario stanno spuntando, potrebbero non avere un riferimento per crescere paralleli, e quindi stortarsi e cercare di occupare la zona lasciata libera dal dente che non si forma. Similmente potrebbe accadere il fenomeno dell’affollamento dentale, cioè i denti crescerebbero in sovrannumero, o verrebbero spinti uno contro l’altro lateralmente. In tutti questi casi, con denti storti, o denti mancanti, o troppi denti in bocca, il bambino e l’adulto avrebbero un evidente difetto estetico, che andrà a colpire direttamente sul sorriso e in molti casi sull’autostima del Paziente.

Curare un impianto dentale

La procedura chirurgica per la quale si impianta un nuovo dispositivo dentale nel Paziente è ormai quasi completamente priva di rischi e controindicazioni, ma allo stesso tempo non bisogna mai sottovalutare questa pratica. Il Paziente ha in questo momento un oggetto esterno che deve legarsi completamente all’osso della bocca, diventando del tutto parte dell’organismo che lo ha ricevuto. Per questo motivo è bene che si conoscano tutte le procedure di cura, di prevenzione e i rischi che possono accadere, possedendo ora un nuovo impianto dentale, che sia su pochi denti o un impianto dentale completo. Gli impianti dentali, soprattutto nei giorni dopo che sono stati inseriti, necessitano di cure particolari, per permettergli di alloggiare correttamente nella bocca ed essere accettati dal nostro corpo. Per questo motivo, dopo l’intervento, tutti i Pazienti di SST Clinica Odontoiatrica riceveranno precise istruzioni scritte e indicazioni a voce dal proprio odontoiatra, sul modo in cui bisogna prendersi cura del nuovo impianto. Tra tutte, un rischio è sentire l’impianto dentale che si muove: non bisogna toccarlo ed è necessario mettersi subito in contatto con la Clinica. Per evitare problemi e un impianto dentale dolore, sarà necessario adottare una dieta specifica, oltre che tenere puliti gli impianti insieme a tutti i denti con lo spazzolino più adatto. In base alla tipologia di intervento ricevuto, se l’impianto sarà osteointegrato o a carico immediato, ci saranno delle differenze su come e quanto utilizzare l’impianto. In linea di massima, gli impianti osteointegrati non devono essere traumatizzati, per permettere alla gengiva di richiudersi, e quindi per qualche giorno è bene non masticare nella zona dell’impianto. Esistono alcuni rischi e controindicazioni, come in qualsiasi pratica medica. Conoscerle è un ottimo modo per prevenirle e sapere come comportarsi nel caso in cui dovessero presentarsi. Sicuramente il Paziente deve astenersi dal fumare, e ripetiamo sempre che deve mantenere la migliore igiene orale possibile, pena l’infiammazione della zona interessata dall’intervento. Nel caso in cui i denti e le gengive vicine all’impianto dovessero essere prese di mira dai batteri, si potrebbe sviluppare la malattia della perimplantite, la quale pregiudica il buon esito dell’intervento.

Cosa mangiare con impianto dentale fisso

L’intervento può provocare nelle ore e nei giorni successivi un po’ di impianto dentale dolore, infiammazione e gonfiore al Paziente. Questi sono tutti sintomi normali, che in poco tempo passeranno, e che possono essere tenuti sotto controllo con un po’ di ghiaccio avvolto in un panno. Nel frattempo che questi dolori si attenuano, è bene seguire una dieta indicata, per evitare per prima cosa di subire ancora dolore, e inoltre per evitare in qualsiasi modo di riaprire la ferita o infettarla. Bisogna masticare dal lato opposto della chirurgia, cercando di preferire sempre cibi poco duri, non piccanti e non acidi, e che non necessitano di una lunga masticazione per essere ingeriti. Per salvaguardare il corretto apporto calorico giornaliero del Paziente, questa è una lista di cibi che consigliamo:

  • Zuppa a piacere
  • Brodo
  • Gelati
  • Uova
  • Yogurt
  • Carne tritata o macinata
  • Creme o budini
  • Integratori alimentari: sono raccomandati se si ha difficoltà ad ottenere una dieta adeguatamente bilanciata.

Spazzolare i denti con impianto dentale

La pulizia degli impianti dentali deve seguire due vie: per prima, la pulizia dell’impianto nei giorni successivi all’intervento chirurgico, e successivamente la pulizia negli anni dopo l’intervento. Nei giorni dopo che l’impianto è stato correttamente inserito nella bocca del Paziente, è bene essere molto leggeri con lo spazzolamento dei denti. Bisogna utilizzare spazzolini da denti manuali e non elettrici, con testine morbide, e spazzolare con attenzione e non troppo energicamente nella zona dell’impianto. Dopo che il dolore sarà scomparso, e l’impianto risulterà stabile e la ferita rimarginata, il Paziente può tornare alla sua normale vita e ritmi di igiene orale, considerando che deve continuare a lavarsi i denti tutti i giorni, almeno due volte al giorno. Può tornare ad utilizzare lo spazzolino da denti che preferisce. Le complicazioni post intervento, date dalla scarsa igiene orale personale, sono tutt’oggi un problema diffuso nei Pazienti che hanno degli impianti. Per questo motivo è bene che tutti i denti siano sempre puliti, e la zona dell’impianto lo sia anche di più. Il nuovo dente deve essere pulito esattamente come tutti gli altri, per quanto questo per ovvi motivi non potrà mai cariarsi, ma i residui di cibo e gli zuccheri si depositeranno comunque sulla sua superficie. Il punto che in assoluto va tenuto più pulito è il colletto dentale, cioè la zona della gengiva che tocca il dente: come indicavamo all’inizio di questo articolo, quel punto è chiamato “sigillo microbico”, cioè la parte viva della gengiva che deve proteggere l’impianto ed evitare che i batteri possano penetrare.

Fumo e impianto dentale

Il fumo è tra i più grandi nemici della salute della bocca. Tutte le parti che compongono la bocca sono negativamente interessate dalla presenza della nicotina e degli altri elementi che compongono le sigarette: la lingua, la mucosa, i denti e le gengive. Tutte loro, quando ricevono continue dosi di nicotina, possono infiammarsi, ammalarsi, ingiallirsi, ritirarsi, diventare più sensibili.

Questo vale per ogni tipo di sigaretta, dato che la nicotina, la sostanza che crea dipendenza, è presente sia nelle sigarette tradizionali, che nelle sigarette IQOS®, che nelle sigarette elettroniche. La nicotina si lega alle cellule presenti nei tessuti della bocca e le distrugge, riducendo la loro presenza o aumentando quella delle cellule che eliminano il tessuto, sia quello vivo che anche quello osseo.

I Pazienti fumatori che decidono per un impianto dentale devono sapere che dovranno astenersi dal fumo, almeno per tutto il periodo pre e post chirurgico. Detto questo, se successivamente ricominciassero a fumare, le possibilità che l’impianto non sia stabile saranno sempre più alte rispetto agli altri Pazienti. Nello specifico, tra i suoi effetti negativi, la nicotina diminuisce la quantità di osso alveolare disponibile, cioè l’osso sul quale si avvita l’impianto dentale. Se il Paziente continua a fumare, la quantità di osso sarà sempre minore, e quindi l’impianto sempre meno stabile.

Infiammazione dell’impianto: la perimplantite

Le statistiche ormai parlano di un successo degli impianti dentali negli anni di oltre il 90%: questo significa che 9 Pazienti su 10 non avranno problemi con il loro impianto, e che se tenuto da conto e pulito li accompagnerà per gli anni a seguire. Esistono però delle malattie e dei rischi collegati agli impianti, che possono intaccare anche quei 9 Pazienti: se curati per tempo, l’impianto sarà salvo. Una delle patologie più famose è la perimplantite, o peri implantite, cioè l’infiammazione della zona attorno all’impianto dentale. La perimplantite può essere facilmente introdotta da un’altra malattia, molto più blanda, la mucosite, o mucosite perimplantare. Se si osserva la mucosite e la si cura subito, si può evitare che questa peggiori. La mucosite si evidenzia con un’infiammazione della gengiva, che può anche sanguinare e dimostrare i primi segni di una recessione gengivale. Spesso il Paziente lamenterà bruciore, infiammazione e un gonfiore nella zona dell’impianto. Si parla di perimplantite invece quando sono presenti gli stessi sintomi della mucosite, ma a seguito di una radiografia, ci si rende conto che c’è stata una riduzione dell’osso alveolare, la struttura di supporto dell’impianto dentale. Dunque la perimplantite non è solo un attacco verso i tessuti molli, che quindi può essere molto più facilmente curato, ma anche verso i tessuti duri. Il modo migliore per prevenire la formazione della mucosite e della perimplantite è tenere sempre i propri denti puliti, e contattare tempestivamente il proprio odontoiatra se si riscontra dolore e infiammazione nella zona interessata dall’impianto dentale fisso.

Impianto dentale dolore

Molti hanno paura di un possibile impianto dentale dolore. Va spiegato che l’intervento di inserimento di un impianto dentale non provoca dolore di nessun tipo al Paziente. Come abbiamo spiegato in paragrafi precedenti, è possibile che si registri un po’ di fastidio e di impianto dentale dolore nei giorni successivi all’intervento, ma questo è normale, dopo che la bocca è stata interessata da un lavoro odontoiatrico. Di certo se il Paziente, a distanza di tempo dall’intervento sente impianto dentale dolore, è bene contattare subito il proprio odontoiatra, per capire se si sono sviluppate delle malattie legate all’impianto dentale fisso. Casi di impianto dentale che si muove devono essere subito comunicati al dentista, per essere controllati e risolvere l’eventuale problema. Non fare sapere all’odontoiatra dell’ impianto dentale che si muove può portare questo a infettarsi molto velocemente, con conseguenze negative.

 

 

Bibliografia e note

Note del corso “Progettazione di endoprotesi”, Politecnico di Milano, CdL Ingegneria Biomedica, A.A. 2021/2022.

Javed F, Rahman I, Romanos GE. Tobacco-product usage as a risk factor for dental implants. Periodontol 2000. 2019 Oct;81(1):48-56. doi: 10.1111/prd.12282. PMID: 31407428.

Cheung MC, Hopcraft MS, Darby IB. Dentists’ preferences in implant maintenance and hygiene instruction. Aust Dent J. 2021 Sep;66(3):278-288. doi: 10.1111/adj.12831. Epub 2021 Mar 3. PMID: 33538341.

Smeets R, Henningsen A, Jung O, Heiland M, Hammächer C, Stein JM. Definition, etiology, prevention and treatment of peri-implantitis–a review. Head Face Med. 2014 Sep 3;10:34. doi: 10.1186/1746-160X-10-34. PMID: 25185675; PMCID: PMC4164121.

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