Introduzione

Una delle complicazioni che possono avvenire nei Pazienti che per diversi motivi non hanno potuto curare le proprie patologie orali è lo sviluppo dell’ascesso dentale. Non tutte le volte l’ascesso dentale è direttamente visibile dal Paziente, ma di certo ne avvertirà la presenza. È infatti un rigonfiamento molto doloroso e pieno di pus, che può anche rischiare di scoppiare se traumatizzato. La causa principale dello sviluppo di un ascesso dentale è un’infezione batterica che colpisce la parte più interna e viva del dente, e può avvenire a seguito di diverse complicazioni, ma nella maggior parte dei casi a seguito di una carie non curata, o non completamente rimossa.

Esistono quattro tipi di ascesso dentale: l’ascesso dentale periapicale (quello di cui trattiamo in questo articolo), l’ascesso dentale parodontale, l’ascesso dentale gengivale  e l’ascesso dentale pericoronale.

Come indicato, l’ascesso dentale è molto doloroso: i Pazienti spesso hanno difficoltà a mangiare e masticare, e nei casi più gravi anche a deglutire e respirare correttamente. Per quanto l’ascesso dentale si formi nel corso di alcune settimane o mesi, e quindi non sia subito facilmente riconoscibile e curabile in maniera tempestiva, appena ci si rende conto di averlo è assolutamente necessario contattare d’urgenza il proprio odontoiatra. Ascesso dentale cosa fare se non si può curare subito: se il problema non venisse affrontato immediatamente, il suo peggioramento potrebbe portare a una grande infezione batterica in bocca. Inoltre può essere il primo passo per una probabile caduta del dente, e ad altre complicazioni che possono portare ad una setticemia. L’ascesso dentale cura è comunque una pratica molto comune in odontoiatria, e se ci si reca subito dal proprio dentista si risolverà presto il problema. Se non è possibile recarsi subito dal proprio dentista per farsi visitare, si può assumere un antibiotico per ascesso dentale, sempre chiedendo prima parere al proprio medico o contattando la clinica odontoiatrica.

Ascesso dentale sintomi: quelli che gli sono più comunemente associati non sono solo il forte dolore ai denti, ma anche un rigonfiamento della zona vicina al dente, che coinvolge non solo la mascella o la mandibola ma può estendersi anche al collo, febbre ed emicrania. Ulteriori sintomi molto comuni sono l’alitosi, un cattivo sapore in bocca e una forte sensibilità dentale, con difficoltà a bere bevande molto calde o molto fredde.

Per quanto nella maggior parte dei casi gli ascessi dentali si sviluppano a seguito di una carie che non è stata intercettata e curata, possono esistere anche altre motivazioni che la causano, sia indipendenti sia concausanti la carie. Esistono diverse tipologie di Pazienti che hanno una più facile predisposizione a sviluppare eventualmente un ascesso dentale, come i fumatori, chi assume troppe bevande alcoliche. Anche Pazienti con specifiche patologie o che assumono alcuni farmaci, come Pazienti diabetici, con l’HIV, Pazienti che stanno compiendo dei cicli di chemioterapia possono più facilmente essere colpiti da un ascesso dentale.

 

Cos’è l’ascesso dentale

Se un Paziente sceglie o non ha le possibilità di curare una carie, questa non può che peggiorare. La carie non è altro che una serie di batteri che si depositano sulla superficie del dente, e se non eliminati (lavandosi con costanza i denti e presentandosi alle visite odontoiatriche cicliche, via via scaveranno la superficie del dente, fino a raggiungere la dentina e la polpa. Questa è la parte più interna del dente, ricca di sangue e di nutrimento, ma anche quella che meno è in grado di proteggersi dagli agenti patogeni esterni. La carie, se dopo un primo periodo diventa dolorosa e fastidiosa per il Paziente, continuando a proliferare sul dente e nella polpa cessa di essere percepita dal Paziente. Questo è deleterio per quel Paziente che ora pensa che il suo problema si sia risolto da solo, non rendendosi conto che al contrario sta solo peggiorando.

In questo contesto si sviluppa l’ascesso dentale, che nei fatti è una delle ultime misure di protezione e di salvaguardia della vitalità del dente che il corpo produce. L’organismo infatti crea una barriera protettiva fisica che tenta di impedire lo sviluppo dei batteri all’interno della polpa dentaria, e l’infiammazione e altri sintomi, come la febbre, sono ulteriori meccanismi di difesa che il corpo cerca di utilizzare per uccidere i batteri.

Va considerato che, per quanto il nostro organismo sia una macchina molto complessa, non può essere perfetto e curarsi da solo: al contrario prima dello sviluppo della scienza odontoiatrica e la scoperta degli antibiotici una delle più comuni cause di morte per malattia era per via di infezioni dentali. Questo problema si è protratto fino a poco più di un secolo fa.

Per questo motivo ribadiamo l’importanza sia della prevenzione, ma anche della tempestività: se un dente fa molto male, la zona è gonfia, non si riesce a mangiare e deglutire bene, bisogna mettersi subito in contatto con un odontoiatra.

Ascesso dentale sintomi

La sintomatologia degli ascessi dentali è variegata, e questo può essere un buon modo per aiutare il Paziente a riconoscere eventuali modifiche del proprio stato di salute. Non tutti i sintomi possono avvenire nello stesso periodo o essere presenti nello stesso tempo, ma di base il primo e principale dolore che si avverte è quello al dente offeso, all’interno del quale si è sviluppato l’ascesso.

Alcuni sintomi sono collegati anche ad altre malattie e disturbi dentali, è quindi bene evitare di autodiagnosticarsi la patologia dentale, e al contrario contattare e recarsi subito dal proprio odontoiatra, spiegando i problemi che si avvertono. Si lascia quindi al professionista la scelta di come comportarsi e come aiutare la guarigione del Paziente.

Ascesso dentale e dolore ai denti

Il dolore che più facilmente un Paziente percepisce allo svilupparsi di un ascesso dentale è quello ai denti. Questo avviene dopo che la carie è penetrata all’interno della polpa dentaria, e sta intaccando tutta la parte più interna del dente. Oltre a una forte presenza di tessuti innervati, la carie crea un vero e proprio buco che mette a nudo la polpa del dente. In questo modo ogni qual volta che il Paziente mangia, beve, si tocca la carie con la lingua, o si lava i denti, sentirà con molto fastidio questa carie e questo possibile ascesso.

Per molti Pazienti questo significa che prima di recarsi dal dentista passerà del tempo, nel quale tenderanno a lavarsi ancor meno di quanto non facessero prima i denti, per paura di sentire dolore. Questo non farà altro che aumentare la carica batterica e fare sì che residui di cibo si incastrino nell’ascesso, aumentando lo sviluppo dell’infezione.

Ascesso dentale e faccia gonfia

Siamo tutti abituati a pensare alla persona che, dopo essersi fatta estrarre un dente, ha un gonfiore superficiale nella zona interessata dalla chirurgia. Anche nel caso dell’ascesso dentale il Paziente può notare un rigonfiamento della faccia, soprattutto nella zona della mascella o della mandibola, dove si trova il dente con l’ascesso. Il rigonfiamento facciale è doloroso e rende più difficile mangiare e parlare correttamente. Ascesso dentale cosa fare: una delle più comuni tecniche per sgonfiare la zona e alleviare parzialmente il dolore è apporre degli impacchi di ghiaccio (protetti da un panno per evitare le ustioni da gelo) sulla zona.

Ascesso dentale e collo gonfio

Il Paziente che ha un ascesso dentale potrebbe notare un rigonfiamento non solo sul viso, ma anche nella zona del collo. Questi due gonfiori non sono direttamente collegati tra loro, ma possono avvenire conseguentemente all’ascesso dentale.

Il rigonfiamento del collo avviene per via dei linfonodi presenti, la cui funzione è quella di difendere l’organismo dalle infiammazioni e dalle infezioni. Essendo molto vicini alla bocca, sono i primi che si attivano quando i denti subiscono un trauma o una infezione.

Ascesso dentale e alitosi

Le patologie dentali condividono spesso il problema dell’alitosi, cioè l’alito cattivo nel Paziente. Spesso il Paziente da solo non se ne rende conto, e non sempre avrà qualcuno vicino a lui che glielo dirà. Sappiamo tutti bene infatti che l’alitosi non è una semplice conseguenza delle principali malattie dentali, ma ha molti risvolti psicologici nel Paziente che ne è affetto.

L’ascesso dentale, che porta a un’infezione interna alla bocca, ha sempre tra le sue cause l’alitosi, oltre che un cattivo sapore nella bocca del Paziente.

Ascesso dentale e sensibilità dentale

La sensibilità dentale, più correttamente l’ipersensibilità dentinale, è una delle conseguenze dell’erosione dentale. Questa avviene quando lo smalto, la parte esterna e più dura che ricopre i denti, viene per diversi motivi eroso e si assottiglia.

Carie e ascessi dentali avvengono perché lo smalto viene scavato e la dentina e la polpa dentaria vengono scoperte, e dunque la sensazione di sensibilità è data dal contatto tra agenti esterni di qualsiasi tipo (oltre che i batteri anche alimenti e aria inspirata) e la parte interna del dente.

Ascesso dentale e febbre

Non colpisce indistintamente tutti i Pazienti che ne sono affetti, ma chi sviluppa un ascesso dentale ha delle possibilità di avere la febbre. Se quindi sentiamo di avere la febbre oltre che i denti doloranti, e prendere il paracetamolo non aiuta a farla scendere, può darsi che si tratti di ascesso dentale. Anche in questo caso la soluzione migliore è non aspettare e contattare subito il proprio dentista, per fissare subito una visita e capire la genesi della febbre e del dolore ai denti.

Cause dell’ascesso dentale

Le cause che possono portare il Paziente a sviluppare l’ascesso dentale sono diverse, anche se nella maggior parte dei casi come abbiamo indicato è per colpa di una carie non curata.

Gli ascessi possono avvenire in tutti quei momenti in cui il dente è stato preventivamente traumatizzato, e non è stato in grado di guarire correttamente. Nel momento in cui il dente è traumatizzato, ha subìto una ferita, i batteri potrebbero aver cominciato a svilupparsi più velocemente. Una persona che pratica molto sport e che subisce un trauma dentale potrebbe avere il dente intatto, ma senza rendersene conto delle microfratture hanno compromesso la stabilità e la vitalità del dente. Allo stesso modo questo può avvenire a seguito di un intervento di chirurgia orale, che non è stato compiuto nella maniera più corretta possibile e il cui decorso non ha permesso al dente di guarire velocemente e senza complicazioni.

L’ascesso dentale può avvenire su tutti i denti, ma alcuni, come i denti del giudizio, hanno più possibilità di essere colpiti. Questo avviene perché sono denti più difficili da pulire, e che non sempre crescono in maniera corretta nella bocca del Paziente. Per questo motivo il dentista può pensare di estrarli, tenendo conto che la loro estrazione in un numero molto ridotto di casi può portare all’alveolite dentale.

Gli ascessi dentali possono svilupparsi in alcuni Pazienti più che in altri: chi è un fumatore, beve molti alcolici o assume alcune tipologie di farmaci ha delle possibilità in più rispetto alle persone di sviluppare un ascesso. Questo vale anche nel caso di Pazienti con alcune patologie, come quelli diabetici, o che soffrono di reflusso gastroesofageo.

Infine, alcuni studi negli anni hanno cercato una eventuale correlazione tra la temperatura e gli ascessi dentali: ci sono evidenze scientifiche che portano a pensare che con una bassa pressione atmosferica il numero di persone che sviluppano ascessi dentali aumenti. È una patologia che si lega alla più conosciuta barodontalgia, che colpisce tutti quei Pazienti, spesso appassionati di immersioni e sub, che subendo cambi repentini di pressione sentono forti dolori ai denti.

Ascesso dentale e carie

La carie è la principale causa dell’ascesso dentale. La carie è formata da un vasto numero di batteri che scavano il dente fino a raggiungerne la polpa, e vivere delle sostanze nutritive e del sangue che l’organismo pompa nel dente per renderlo vivo. Il Paziente che per diversi motivi non curasse la sua carie, avrà una colonia batterica che si continuerà ad espandere e cercherà sempre nuovo nutrimento, continuando a spostarsi sempre più in profondità all’interno del dente, per raggiungere le sue radici.

Oltre a rischiare di perdere il dente, un’altra complicazione è data dall’ascesso dentale, che come spiegato nell’introduzione non è altro che uno degli ultimi modi che l’organismo ha per difendersi, creando una barriera fisica che cerchi di impedire ai batteri di penetrare fino alla radice del dente.

È sempre bene tenere sotto controllo la propria salute orale, sia lavandosi con regolarità i denti che recandosi alle visite odontoiatriche: le possibilità che non solo gli ascessi, ma anche solo le carie possano formarsi diminuiranno notevolmente. Allo stesso tempo prima si riesce a scoprire la malattia dentale, più facile e più veloce sarà curarla.

Ascesso dentale e dente scheggiato

Se la carie necessita di tempo per depositarsi sullo smalto del dente e via via eroderlo fino a raggiungere l’interno, al contrario un trauma al dente rende più facile ai batteri il lavoro. Un dente che ha subito un urto ha delle possibilità di essere scheggiato, o fratturato, o anche di aver subito delle microfratture, invisibili ad occhio nudo.

Tutte le persone possono subire un trauma dentale e scheggiarsi un dente, ma chi pratica molto sport dovrebbe fare molta più attenzione: gli sport di contatto sono ad alto tasso di trauma dentale. Allo stesso tempo diversi studi hanno osservato come la maggior parte degli atleti professionisti soffra di carie: accade perché si assumono fin troppe bevande e snack energetici, senza poi avere tempo di lavarsi i denti.

Come comportarsi se si scheggia un dente o se un colpo lo fa cadere? La cosa migliore è cercare di salvaguardare la salute e la vitalità dello stesso: prenderlo, metterlo in un bicchiere di acqua, o latte, o soluzione fisiologica, e portarlo subito dal proprio dentista. Se siamo fortunati, ci sono buone possibilità di poterlo riattaccare. È possibile anche trasportare il dente nella propria bocca, ma bisogna fare attenzione a non ingoiarlo!

Chi ha un dente scheggiato o ha subito un trauma dentale senza complicazioni evidenti ad occhio nudo, oltre a considerare la possibilità che ora il dente è più prono a infezioni e ascessi dentali, potrebbe anche lentamente morire. Se il dente nel giro di qualche giorno perde la sua lucentezza, e da bianco comincia a diventare grigiastro, è in atto un processo di necrosi dentale.

Ascesso dentale e cibo

Il Paziente che sa di avere una patologia dentale o che ha appena subìto una chirurgia orale deve conoscere i cibi che può mangiare e no. Alcune tipologie di cibi infatti, se sono troppo duri, molto caldi o molto freddi, o a semi, possono creare problemi a una bocca con già delle ferite interne. Residui di cibo possono depositarsi in una carie e aumentare le possibilità di infezione.

Sarà poi compito dell’odontoiatra indicarvi una lista scritta di cibi da preferire e da evitare a seguito dei principali interventi dentali, o prima e dopo l’ascesso dentale cura.

Ascesso dentale e alcool

Gli alcolici, se bevuti in maniera controllata e senza esagerare, non creano danni all’organismo. È però confermato che all’aumentare del consumo di alcool, in un Paziente che ha già una patologia orale, aumenta la carica batterica. Questo è dato da diversi fattori, primo tra tutti la grande presenza di zuccheri nell’alcool.

È bene quindi moderare sempre la quantità di alcolici che si assumono durante la settimana, e soprattutto vanno assolutamente evitati quando si sa di avere una patologia dentale. Sarà lo stesso odontoiatra a ripetervelo dopo la prima visita odontoiatrica nella quale verrà trovato l’ascesso dentale.

Ascesso dentale e fumo

Fumare fa sempre male, e il consiglio degli odontoiatri di SST Clinica Odontoiatrica è quello di smettere. La nicotina, assunta in tutte le sue forme, quindi non solo tramite la più comune sigaretta, ma anche sigari, pipe o sigarette elettroniche, crea diversi danni ai denti e alla bocca.

Ascesso dentale cosa fare se si è fumatori: chi fuma dovrebbe interrompere da subito la pratica, e astenersi almeno fino a quando il problema non è stato completamente curato dall’odontoiatra. Questo si rende necessario per l’azione ischemizzante della nicotina, che impedisce il corretto afflusso di ossigeno e sangue e ritarda i processi di guarigione.

Ascesso dentale e chirurgia orale

Un intervento di chirurgia orale, per quanto sia una pratica molto comune ed effettuata da sempre, non è mai del tutto esente da una percentuale di errori e di possibili complicazioni successive all’intervento.

Dopo ogni intervento di chirurgia orale è necessario che tutta la zona operata sia disinfettata e tenuta sotto controllo per i giorni successivi, in attesa che la ferita si rimargini completamente. Al contrario, se la chirurgia ha lasciato ancora del materiale infetto, o se nei giorni successivi non si seguono le indicazioni per la disinfezione, la zona potrebbe nuovamente infettarsi. Sia nei casi di apicectomia, cioè la chirurgia orale per la rimozione degli ascessi dentali, sia per altre chirurgie, esiste sempre la possibilità che la zona possa tornare ad essere malata.

È un lavoro a due mani quello che va fatto: da un lato la qualità del lavoro odontoiatrico e la competenza del professionista nel pulire completamente la zona e impedire che residui di infezione siano ancora presenti, ma allo stesso tempo e nei giorni successivi una stretta collaborazione del Paziente, che deve tenere pulita la ferita dopo l’intervento.

Ascesso al dente del giudizio

I denti del giudizio sono più facilmente interessati dagli ascessi dentali. Questo accade per via della loro conformazione particolare: sono più difficili da pulire correttamente, batteri e placca si depositano quindi più facilmente, e inoltre non sempre riescono ad erompere dalla gengiva.

Nei casi in cui si rende necessario è preferibile estrarre i denti del giudizio, anche se la decisione deve spettare all’odontoiatra.

Ascesso dentale e diabete

La relazione tra il diabete e le infezioni dentali, tra cui anche l’ascesso dentale, è stata definita come un ciclo: il diabete può più facilmente portare alle infezioni dentali perché si abbassano le risposte immunitarie dell’organismo, che quindi lo rendono più predisposto a infezioni dentali.

Possiamo quindi affermare che esista una correlazione tra il diabete e l’ascesso dentale, per quanto siano altre le malattie orali più direttamente collegate ai Pazienti diabetici. Per esempio, chi ha il diabete ha molte più possibilità di sviluppare le parodontiti.

Ascesso dentale e reflusso gastroesofageo

Come nel caso del diabete, anche il reflusso gastroesofageo e gli ascessi dentali sono collegati tra loro, ma questo avviene nei casi più estremi. Il reflusso al contrario è molto più direttamente collegato ad altri problemi dentali, come l’alitosi e l’erosione dello smalto.

Possiamo comunque dire che reflusso gastroesofageo e ascesso dentale sono tra loro collegati, e il Paziente che soffre di reflusso deve mantenere una migliore e più attenta igiene orale.

Ascesso dentale e farmaci

I farmaci da utilizzare per curare o alleviare il dolore di un ascesso dentale sono di diverso tipo, ed è bene che sia il dentista a indicarvi quali prendere e le quantità. Al contrario, è bene evitare alcune tipologie di farmaci, che oltre ad essere inutili per il problema considerato, potrebbero peggiorare la situazione. Tra tutti, i farmaci anestetici locali potrebbero avere molti effetti collaterali o contrari, soprattutto quelli al cui interno è presente la benzocaina.

Ascesso dentale e pressione atmosferica

Negli anni sono stati compiuti alcuni studi per investigare il rapporto tra temperatura e ascesso dentale. È stato confermato che gli ascessi dentali possono avvenire in tutti i momenti e in tutte le stagioni, ma avvengono più facilmente quando c’è un abbassamento della pressione atmosferica. Come spiegavamo nell’introduzione di questo articolo, la pressione atmosferica e i dolori ai denti sono definiti all’interno della patologia della barodontalgia.

Ascesso dentale bambino

Tanto gli adulti quanto i bambini possono andare incontro a malattie dentali, e l’ascesso dentale è tra queste. È importante ricordare che i bambini hanno dei denti più piccoli, meno resistenti e quindi più facilmente colpibili dalla carie. Aggiungiamo poi che i bambini, da soli, non si lavano sempre i denti, non rendendosi ancora del tutto conto dei problemi che potrebbero avvenire in futuro.

Cause e sintomi dell’ascesso dentale per i bambini sono uguali a quelli riscontrati negli adulti: dolore ai denti, gonfiore facciale, febbre, difficoltà a masticare e deglutire. Se sviluppa un ascesso dentale bambino è importante portarlo subito dal dentista, e ricordargli di non toccare la parte dolorante, né con le dita, né con la lingua.

Durante tutto il periodo in cui il bambino avrà un ascesso dentale la sua dieta non dovrà avere bevande e cibi zuccherati.

Per evitare che i bambini possano sviluppare carie e ascessi dentali, sono due le strade che i genitori devono prendere: regolari visite odontoiatriche e insegnare loro a lavarsi i denti a casa tutti i giorni.

Ascesso dentale indolore

È possibile che un ascesso dentale non faccia dolore. Questo significa che con molta probabilità il dente è ormai morto, i batteri hanno intaccato tutte le radici e i nervi del dente e quindi non ci sia più un collegamento tra nervo e cervello, e non vengano più inviati input di dolore.

Ascesso dentale cosa fare se il dolore è sparito: per prima cosa è bene sapere che il problema non si è risolto! L’infezione è ancora presente, e potrebbe espandersi ancora di più, è quindi bene recarsi da un dentista per capire cosa fare, e valutare l’estrazione del dente ormai morto, per avere la migliore ascesso dentale cura possibile.

Cura ascesso dentale

Ascesso dentale cosa fare per risolvere il dolore: il primo rimedio che si deve mettere in pratica per l’ascesso dentale cura è quello di recarsi immediatamente dal proprio odontoiatra. Se questo non fosse subito possibile, ci sono alcuni rimedi per poter alleviare il dolore in attesa di un consulto medico.

Gonfiore facciale: per sgonfiare la tumefazione facciale è possibile applicare del ghiaccio avvolto da un panno sulla zona interessata.

Dolore dentale: per evitare di peggiorare la situazione, è bene continuare a lavarsi i denti, preferendo uno spazzolino manuale e non elettrico, a setole morbide, e spazzolandosi i denti facendo attenzione alla zona malata.

È bene evitare di utilizzare farmaci se non è sicuri del loro effetto, e chiedere un parere medico prima: sciacqui con collutori alla clorexidina sono corretti, ma è bene prima indicare al proprio dentista la marca del collutorio e la percentuale di clorexidina presente. In ogni caso ripetiamo che il miglior modo per un ascesso dentale cura è chiedere subito cosa fare al dentista che ci ha operato.

Antibiotico per ascesso dentale

Un ascesso dentale può essere tenuto sotto controllo, prima di potersi recare dal dentista, anche grazie all’utilizzo di un antibiotico per ascesso dentale. Prima di assumere medicinali senza conoscerne bene gli effetti benefici e quelli collaterali, bisogna parlarne con il proprio medico di famiglia o contattare la clinica odontoiatrica, per non peggiorare la propria situazione.

Bisogna tenere in considerazione che l’utilizzo di un antibiotico per ascesso dentale non può essere uguale per ogni tipologia di Paziente: alcuni potrebbero essere allergici ad alcuni farmaci, o avere effetti negativi se ne assumono altri nello stesso periodo.

Chi sviluppa i sintomi più comuni della febbre può assumere i più comuni farmaci per abbassare la temperatura, il paracetamolo per primo, ma questo non è un antibiotico per ascesso dentale, quindi curerà dalla febbre ma il problema principale sarà ancora presente.

 

 

Bibliografia e note

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